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Le liberalizzazioni che vogliamo!!

Non vogliamo una campagna per slogan. Vogliamo costruire, invece, un afflusso di idee in grado di consentire un vero accesso al futuro per le nuove generazioni. Forse non è il valore legale del titolo di laurea la fonte di tutti i problemi. Segna comunque un requisito di merito, ineludibile in alcuni settori. Pensate, se non ci fosse, a bandi di concorsi pubblici che possano anteporre l’anzianità o altri requisiti alla laurea. Il problema sta tutto nei concorsi, gestiti dagli albi, che non hanno alcun interesse a che arrivino nuovo avvocati/giornalisti/architetti/geologi/commercialisti/ragionieri/geometri in grado di competere con loro.
Può essere una prima soluzione togliere agli albi la gestione dei concorsi. Ma un’altra soluzione potrebbe essere la loro totale eliminazione. Qualora restassero in vita, il periodo di tirocinio che precede l’esame, dovrà essere ridotto ad un anno e ricevere un minimo di retribuzione. Ci piacerebbe che a coronare il tutto arrivi non l’ennesima riforma, ma una serie di provvedimenti in grado di legare l’università al mondo del lavoro, con previsioni di stage e un’offerta formativa concreta. E inoltre bisognerà trovare una soluzione anche per il numero chiuso per l’accesso alle facoltà universitarie.

Vogliamo far scegliere a voi, commentando questo post, e votando il sondaggio quali debbano essere i punti della nostra campagna.

Abolizione del valore legale del titolo di laurea
1)Favorevole
2)Contrario


Concorsi per l’accesso alle professioni:
3)Abolirli
4)Affidarli ad organi terzi (non albi professionali) che garantiscano trasparenza e merito


Numeri chiusi per le facoltà universitarie
5)Abolirli
6)Passare dal numero chiuso ad una selezione di merito e non più numerica


Albi professionali
7)Abolirli
8)Ridimensionarli, affidando loro solo competenze “sindacali” e consultive

Pubblicato il 31/1/2007 alle 16.14 nella rubrica Diario.

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